Le regole nascono dalla zootecnica biologica, una scienza che rispetta l’ecosistema e quindi anche gli uomini che hanno deciso di intraprenderla.
Gli investimenti in termini di risorse economiche sono abbastanza elevati, ma nel futuro aumenteranno se consideriamo lo sviluppo che sta avendo il mercato bio.
Come si capisce che un allevamento è biologico?
Innanzitutto l’alloggiamento degli animali deve permettere loro di fare movimenti naturali, di avere sufficiente aria fresca e luce solare. Le tane devono consentire protezione dalle intemperie e un riposo tranquillo. L’accesso verso l’esterno deve essere libero e il “rifugio” va costruito con materiali naturali, non trattati e non ricoperti da sostanze tossiche.
La cura di questi particolari deve essere parallela all’attenzione per gli animali: non si possono svolgere pratiche che prevedano la mutilazione degli stessi come il taglio della coda, la castrazione, la spaccatura dei denti etc. La dieta è importantissima e determina la qualità della carne: il regime nutrizionale deve essere bilanciato, tenendo conto delle necessità dei maiali. Naturalmente tutti i cibi devono derivare dall’agricoltura biologica e non possono essere usati promotori di crescita, appetibilizzanti sintetici, conservanti, coloranti, sottoprodotti animali e alimenti trattati chimicamente o addizionati con altri additivi chimici.
Tutte queste regole vanno seguite alla perfezione per ottenere animali che abbiano la massima resistenza alle malattie e per prevenire le infezioni. I veterinari possono utilizzare solo metodi omeopatici o al massimo delle medicine dolci per curare gli animali ammalati.
Di conseguenza, possiamo ben capire quanto sia importante per la nostra salute affidarci alla certificazione del biologico e soprattutto agli esperti del settore, che, con passione, curano gli aspetti essenziali del proprio lavoro.
Nessun commento:
Posta un commento